In condominio
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 affari domestici

 INTERVENTI AD HOC SULLA CANNE FUMARIE

 Alcuni consigli per essere in regola con la legge 46/90 -

 Manca solo ottobre per dare una “controllata” ai propri impianti di riscaldamento ed elettrici, prima dell’accensione. Un problema che si può porre è quello relativo alla “canna fumaria”, quando quest’ultima è vecchia e, sicuramente, fuori norma. Diciamo, intanto che è fuori norma la canna fumaria che attraversa tutto il “corpo fabbrica” per toccare i vari piani. Varie leggi (n. 10/91, Decreto Ministeriale 21/04/1993, legge 46/90, Dpr 412/93) hanno stabilito parametri  tecnici inderogabili. La nuova canna fumaria dev’essere di tipo “shunt”. In breve, si hanno due canne fumarie: la prima, che può essere quella vecchia, per il tiraggio naturale, mentre la seconda può essere intubata alla vecchia oppure applicata all’esterno; nel caso in cui l’ ”intubamento” non sia possibile, si può applicare un condotto esterno al corpo fabbrica, previa autorizzazione del Sindaco. Quest’ultima, non importa se esterna o interna, consente di raccogliere gas di scarico, convogliandoli verso l’alto. Gli apparecchi con tiraggio a pressione sono di tipo “C” mentre quelli a tiraggio naturale sono di tipo “B”. Nel caso di lavori alla canna fumaria, è necessario sapere che gli apparecchi con tiraggio a pressione non si devono collegare con quelli a tiraggio naturale; è il caso di caldaiette installate per la produzione d'acqua calda o per il riscaldamento. In tal caso è necessario predisporre condotti separati. Un problema connesso, riguarda lo scarico dei fumi; la cosa consigliabile sarebbe quella di farli convogliare sul tetto. Ad ogni modo è sempre bene consultare l’U.s.l. competente. E per la spesa? Premettiamo che l’installazione deve avvenire da parte di un tecnico specializzato, in possesso dell’apposita “certificazione” (ex lege 46/90) con materiali ugualmente certificati; tenendo conto di ciò, la spesa andrà ripartita tra i condomini che ne ricaveranno utilità sulla base dei millesimi di proprietà, ex art. 1123 del Codice Civile. Per la composizione della spesa bisogna considerare che, oltre all’impianto, esistono sia le spese del ponteggio che quelle murarie. Ad ogni modo, visto che la primavera stia arrivando e che, quindi, gli impianti si spegneranno, un chek-up ci sembra opportuno, per giungere in regola al prossimo inverno!

 

 

casa

 

                                                   UNA VITA AL RISPARMIO

                                 

                                  Alcuni consigli per ridurre le spese domestiche

 

Gli aumenti delle bollette ENEL e  GAS hanno portato alla ribalta il problema della riduzione delle spese energetiche. Con questo articolo vogliamo fornire ai nostri lettori alcuni consigli sul comportamento da tenere per evitare bollette salate. Il consumo di energia elettrica deriva, soprattutto, dall’uso degli elettrodomestici. Premesso che la scelta di questi ultimi, al momento dell’acquisto, dovrebbe orientarsi verso apparecchi a basso consumo,  una riduzione si potrebbe avere se  l’accensione avvenisse durante la notte, nella fascia oraria che va dalle 21,30 alle 07,00 oppure durante i giorni festivi, durante il sabato e la domenica e nei giorni festivi. Ci sono, poi, alcuni accorgimenti pratici così elencabili:1) lo scaldabagno dev’essere tenuto ad una temperatura oscillante tra i 50 e i 60°; 2) non aprire, spesso, il frigo in quanto per riportare la temperatura al livello precedente, il motore lavora di più; 3) evitare, se possibile, di preriscaldare il forno e, ad ogni modo, spegnerlo qualche minuto prima della fine della cottura; 4) i rubinetti dell’acqua calda non devono perdere;5) tenere sempre pulito il ferro da stiro e usare, se possibile, acqua demineralizzata; 6) evitare i lavaggi in lavatrice a temperature alte (intorno ai 90°) ed usarla, inoltre, a pieno carico;7) sostituire le lampadine normali con quelle fluorescenti. Per quanto riguarda il consumo del gas, è necessario utilizzarlo con parsimonia, evitando di lasciarlo acceso, durante la preparazione dei cibi. In ogni caso, se proprio è necessario, usare la fiamma bassa.

 

Impianti termici

IMPIANTI TERMICI: SIAMO TUTTI CICALE O FORMICHE?

 

         -  Un consiglio su tutti: verificate ora che tutto sia in regola!!-

 

Ad essere troppo previdenti non si sbaglia mai: sto parlando di un’attività importantissima: dare una “controllata” ai propri impianti di riscaldamento ed elettrici, prima della stagione autunnale. Lo diciamo per due motivi: fare in modo che l’accensione, al momento opportuno, avvenga senza incidenti e, cosa importante, per evitare situazioni da ultimo minuto: il tecnico tarda a venire perché ha altri interventi (se tutti hanno avuto stessa idea di fare i controlli all’ultimo minuto). Un problema che si può porre è quello relativo alla “canna fumaria”, quando quest’ultima è vecchia e, sicuramente, fuori norma. Diciamo, intanto che è fuori norma la canna fumaria che attraversa tutto il “corpo fabbrica” per toccare i vari piani. Varie leggi (n. 10/91, Decreto Ministeriale 21/04/1993, legge 46/90, Dpr 412/93) hanno stabilito parametri  tecnici inderogabili. La nuova canna fumaria dev’essere di tipo “shunt”. In breve, si hanno due canne fumarie: la prima, che può essere quella vecchia, per il tiraggio naturale, mentre la seconda può essere intubata alla vecchia oppure applicata all’esterno; nel caso in cui l’ ”intubamento” non sia possibile, si può applicare un condotto esterno al corpo fabbrica, previa autorizzazione del Sindaco. Quest’ultima, non importa se esterna o interna, consente di raccogliere gas di scarico, convogliandoli verso l’alto. Gli apparecchi con tiraggio a pressione sono di tipo “C” mentre quelli a tiraggio naturale sono di tipo “B”. Nel caso di lavori alla canna fumaria, è necessario sapere che gli apparecchi con tiraggio a pressione non si devono collegare con quelli a tiraggio naturale; è il caso di caldaiette installate per la produzione d'acqua calda o per il riscaldamento. In tal caso è necessario predisporre condotti separati. Un problema connesso, riguarda lo scarico dei fumi; la cosa consigliabile sarebbe quella di farli convogliare sul tetto. Ad ogni modo è sempre bene consultare l’U.s.l. competente. E per la spesa? Premettiamo che l’installazione deve avvenire da parte di un tecnico specializzato, in possesso dell’apposita licenza ed autorizzazione.

 

condominio

 RISARCIMENTO DEL DANNO PER IL RISCALDAMENTO INESISTENTE

 Quando, in un condominio, si omette di provvedere all'adeguamento e alla riparazione dell'impianto centralizzato di riscaldamento (sono i casi di insufficiente erogazione di calore nell'appartamento di un condomino), è possibile chiedere il risarcimento del danno conseguente subito, ma non la restituzione dei contributi condominiali versati per il godimento del servizio fornito in precedenza anche se entro determinati limiti. Quanto sopra è stato stabilito dalla Corte di Cassazione, sezione II, n. n. 12956 del 31 maggio 2006.  

 

condominio

 

IL RISARCIMENTO DEL DANNO E’ DIVERSO DAL RIMBORSO

La richiesta di risarcimento del danno e di rimborso delle spese sostenute da un inquilino, in seguito a un danno causato dall'impianto fognario (basandosi sul fatto che il condominio è custode dell’impianto fognario e riferendosi all' articolo 2051 c.c.) non va indirizzata al condominio ma al locatore. Esiste, sicuramente, un contrasto tra il diritto al risarcimento del danno ex art. 2051 del codice civile e l’aspetto circa l'insussistenza di una norma che autorizzi il conduttore all'esecuzione di opere di straordinaria manutenzione con rivalsa nei confronti del Condominio. Tale contrasto evidenzia come la richiesta di rimborso delle spese sostenute per la riparazione della rete fognaria non possa assolutamente essere assimilata ad una domanda di risarcimento danni. Quanto sopra è stato stabilito dalla Cassazione, sezione II, n. 19080 del 05/09/2006.

 






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